Rassegna stampa: Panchine d’oro. Intervista a Mister Luca Terenzi
Sabato 23 Aprile 2011 11:23

Luca TerenziArchiviata una stagione intensa e fantastica, al tempo stesso, al termine della quale è riuscito a centrare l’obiettivo storico di portare la Scarabeo Venafro ai play-off, Luca Terenzi si gode un po’ di meritato riposo dopo i mille impegni di questa lunga annata.

Con lui Molisefutsal ha fatto una lunga chiacchierata sul campionato appena concluso e sui progetti per il futuro, suoi e della società venafrana.


Mister, partiamo dalla fine, lo scontro play-off con lo Scafati: cosa è mancato alla Scarabeo Venafro per riuscire a superare una squadra fortissima come quella campana, ma che avevate già battuto due volte in campionato?
“Incontrare una squadra organizzata e forte come lo Scafati ai play-off per noi è stata una forte esperienza che sicuramente non può far altro che far crescere alcuni giocatori non abituati al peso di queste partite, soprattutto dal punto di vista della tensione. Se in campionato abbiamo vinto meritatamente è stato sicuramente perché abbiamo giocato con un peso emotivo minore rispetto ai play-off . Poi lo Scafati, avendo perso contro di noi le precedenti partite, ha dovuto preparare la partita nel migliore dei modi e ha giocato con una concentrazione maggiore perché noi avevamo individuato i loro punti deboli. Abbiamo fatto una grandissima prestazione in casa, mentre fuori abbiamo giocato bene solo all'inizio, prima di prendere i 2 gol. Sono convinto che in casa non meritavamo di perdere in quanto nel primo tempo abbiamo sbagliato alcune palle gol nitidissime e se avessimo chiuso il primo tempo in vantaggio di almeno 2 gol nel secondo loro si sarebbero sbilanciati e poi avremmo potuto fargli male nelle ripartenze. Comunque tutto sommato abbiamo avuto dei bei giorni in cui abbiamo sognato perché io e tutto l'ambiente, a partire dal nostro presidente Gabriele Scarabeo,ci credevamo tanto. Poi il palazzetto era strapieno, sono venute persone che vedevano per la prima volta una partita di calcio a 5 e sono rimaste contentissime dello spettacolo che i giocatori in campo hanno dato”.

A prescindere dall’epilogo, però, il quarto posto ottenuto al termine della regular season, seppur sia il raggiungimento dell’obiettivo che la società aveva dato alla squadra, può essere considerato un risultato straordinario, considerando la posizione di graduatoria nella quale eravate al momento del suo arrivo?
“Da quando ho preso la squadra è cambiata la metodologia di allenamenti: ho cercato di abbinare al meglio lavoro atletico e tecnico-tattico, inserendo molta psicocinetica per abituare a pensare e agire in maniera rapida, molte esercitazioni a tema e via dicendo. Devo dire che è stato necessario un po’ di tempo per amalgamare il tutto perché all'inizio non siamo andati molto forte, però c'erano segni di forte crescita, che si sono concretizzati nel grande girone di ritorno che abbiamo fatto, registrando una media punti molto alta pari addirittura a quella del Loreto”.

Il tuo vero capolavoro quest’anno è, però, stato forse il secondo posto conquistato con l’under 21 con una sola sconfitta al passivo, al cospetto di formazioni imbottite di brasiliani e argentini, spesso già molto quotati anche in prima squadra. Qual è stato il segreto di questo giocattolo quasi perfetto che ha saputo costruire?
“Credo che il segreto sia stato avere vicini negli allenamenti giocatori del calibro di Cuculicchio, Mietto, Moreira, Benincasa e gli altri,i quali durante le sedute non si sono mai risparmiati a dare buoni consigli in campo e fuori. L'ossatura dell'under era parte integrante della prima squadra quindi hanno seguito gli stessi allenamenti dei più grandi, vedi Natale, che ha fatto 2 campionati straordinari, Corbo, che essendo al primo anno di calcio a 5 ha già capito tante cose e ha dimostrato delle grandissime potenzialità, e Prete, che ha fatto più di 30 gol nel campionato under 21. Praticamente juniores e prima squadra erano un unico corpo”.

Per te, come tecnico, è stata obiettivamente la stagione della definitiva consacrazione. Considerando anche la bella stagione del tuo collega Sanginario, potremmo dire che forse non sempre serve andare a pescare fuori regione per avere allenatori all’altezza della categoria?
“Credo sia presto parlare di consacrazione. Penso di essere una persona molto umile che crede nel lavoro, ma soprattutto crede nel continuo migliorarsi se si vuole arrivare a certi livelli. Non bisogna mai sedersi su quello che di buono hai fatto, ma migliorarlo. Non è il posto dove nasci, ma quello che ci metti per migliorare. Riguardo a Sanginario, sicuramente merita i complimenti di tutti per l’eccellente torneo che ha fatto con il suo Torre Magliano”.

L’anno prossimo vi raggiungerà in serie B il CimaUno Campobasso. Che consiglio sente di dare a questa società che per la prima volta di affaccia in un campionato nazionale?

“Al Cimauno faccio prima di tutto i miei complimenti . Beh, un suggerimento... non è un campionato semplice quindi ci vorrà tanta dedizione al lavoro, voglia, entusiasmo, positività e soprattutto il saper rialzarsi nei momenti difficili, ma credo che mister Sassano, al quale faccio i complimenti, saprà mettere in atto le sue competenze di questo meraviglioso sport”.

Concludiamo con uno sguardo sul futuro: Luca Terenzi resterà ancora l’allenatore della Scarabeo o proverà ad affermarsi anche in altre piazze, considerando che non mancheranno certo le offerte dopo la grande stagione appena chiusa?
“Offerte in altre piazze? Devo tanto al presidente Gabriele Scarabeo che mi ha dato questa grandissima opportunità e poi questa società è ambita da molti calciatori importanti, questo significa lavorare con persone serie che hanno un obiettivo e soprattutto un progetto importante che, con la costruzione futura del palazzetto, diventerà presto realtà. Per il momento il mio posto è con la Scarabeo Calcio a 5. Sapere dove sarò fra qualche anno non mi interessa, cerco di vivere il calcio a 5 giorno per giorno, cercando con impegno di far crescere sempre di più questo movimento fra i giovani che si vogliono avvicinare a questo sport”.

Fonte: Molisefutsal

 
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